Prezzo energia immessa in rete: cosa paga il Ritiro Dedicato dopo lo Scambio sul Posto
Il prezzo energia immessa in rete non è un numero unico. Dipende dal contratto, dalla zona e perfino dall’ora in cui i pannelli immettono energia. Inoltre le regole sono cambiate. Lo Scambio sul Posto è chiuso ai nuovi impianti. Le vecchie convenzioni, poi, stanno scadendo una dopo l’altra. Così oggi l’energia che non consumi si vende, quasi sempre al GSE con il Ritiro Dedicato. In questa guida vedi quanto vale un kWh immesso rispetto a uno consumato in casa.
Indice dei contenuti
- Fine dello Scambio sul Posto: cosa è cambiato
- Come funziona il Ritiro Dedicato del GSE
- Prezzo energia immessa in rete: quanto vale davvero
- Energia autoconsumata e immessa: il confronto vero
- Alternative al Ritiro Dedicato per famiglie e aziende
- Domande frequenti sull’energia immessa
- Prezzo energia immessa in rete: dove sta il valore
Fine dello Scambio sul Posto: cosa è cambiato
Nuovi impianti, niente più compensazione
Per i nuovi impianti lo Scambio sul Posto non esiste più. Infatti la delibera ARERA 213/2025 lo riserva agli impianti entrati in esercizio entro il 29 maggio 2025. In più l’istanza al GSE andava presentata entro il 26 settembre 2025. Se il tuo impianto è più recente, quindi, devi scegliere un’altra strada. Le opzioni sono quattro: Ritiro Dedicato, vendita tramite un trader, autoconsumo spinto anche con batteria, oppure una comunità energetica.
Convenzioni esistenti con scadenza personale
Hai firmato una convenzione SSP anni fa? Allora resta valida fino alla scadenza naturale. Tuttavia non si rinnova oltre 15 anni dalla prima sottoscrizione. Per chi aveva firmato almeno 15 anni prima, la convenzione si è chiusa il 31 dicembre 2024. Dal 1° gennaio 2025 il GSE ha attivato d’ufficio il Ritiro Dedicato per quei contratti, salvo scelte diverse. Però non esiste una data di fine uguale per tutti. Perciò recupera la tua convenzione e calcola la scadenza dalla prima firma.
Da compensazione a vendita vera
La differenza di fondo è semplice. Con lo SSP l’energia immessa compensava, sul piano economico, quella prelevata la sera. Con il Ritiro Dedicato, invece, l’energia immessa si vende. Inoltre quella prelevata la paghi per intero in bolletta. In pratica vendi all’ingrosso e ricompri al dettaglio. Per questo la domanda giusta oggi riguarda il consumo.
Come funziona il Ritiro Dedicato del GSE
Prezzo minimo garantito o prezzo zonale orario
Il Ritiro Dedicato è una modalità semplificata per vendere al GSE l’energia immessa. Nella richiesta scegli tra due prezzi. Il primo è il prezzo zonale orario, che cambia con la zona di mercato e l’ora di immissione. La Lombardia, per esempio, ricade nella zona Nord. Il secondo è il prezzo minimo garantito, fissato ogni anno da ARERA. Inoltre a fine anno scatta un conguaglio. Se il prezzo zonale ti avrebbe dato di più, il GSE riconosce la differenza l’anno dopo.
I numeri ufficiali del 2026
Per il fotovoltaico il prezzo minimo garantito 2026 vale 47,5 €/MWh, cioè 4,75 c€/kWh. Poi il GSE indica un prezzo zonale medio di 12,8 c€/kWh nel primo trimestre 2026. Attenzione, però. È una media su tutte le ore, e il trimestre è invernale. Il tuo impianto, al contrario, produce soprattutto nelle ore centrali dei mesi caldi.
Pagamenti, costi e fisco
Il GSE paga ogni mese, con due mesi di ritardo sul mese di riferimento. Inoltre il servizio ha un costo amministrativo. Fino a 20 kW è di 0,70 €/kW all’anno, quindi circa 4,20 € per un 6 kW. Per le persone fisiche con impianti fino a 20 kW i ricavi sono redditi diversi. In ogni caso, per la dichiarazione chiedi al tuo commercialista.
Prezzo energia immessa in rete: quanto vale davvero
Il solare vende nelle ore meno care
Qui sta il punto che pochi spiegano. Tutti gli impianti fotovoltaici producono nelle stesse ore di sole. Di conseguenza in quelle ore l’offerta sale e il prezzo scende. È come vendere ombrelloni in spiaggia a Ferragosto, quando tutti offrono la stessa merce. Infatti Italia Solare misura i prezzi catturati dal solare. A giugno 2026, nella zona Nord, il solare ha incassato 112,4 €/MWh, l’84% della media del mese. A maggio, al Sud e nelle isole, si è scesi al 58-60% della media.
Un range prudente per il 2026
Allora quanto vale il prezzo energia immessa in rete per un impianto domestico? Oggi, a settembre 2026, il range realistico va da circa 5 a circa 10-12 c€/kWh. Il pavimento è il prezzo minimo garantito di 4,75 c€. Invece il tetto riflette le ore solari al Nord nei mesi recenti. Inoltre la tendenza non è rassicurante. Secondo Italia Solare si rischia un collasso dei prezzi catturati dal solare già nel 2027. È un’opinione di settore, ma va tenuta presente.
Quanto incassi davvero in un anno
Per esempio, prendi 4.500 kWh immessi in un anno. A 47,5 €/MWh valgono circa 214 € lordi. Con un prezzo medio di 80 €/MWh salgono a 360 €. A 120 €/MWh arrivi a 540 €, che però è uno scenario favorevole. Sono cifre utili, ma non decidono la convenienza. Perciò il prezzo energia immessa in rete va letto come un ricavo accessorio.
Energia autoconsumata e immessa: il confronto vero
Quanto vale un kWh che non compri
Dal 1° luglio 2026 il cliente tipo vulnerabile paga 31,63 c€/kWh tasse incluse. Però non tutte le voci scalano con i kWh, perché alcune quote sono fisse. Quindi un kWh autoconsumato ti fa risparmiare un ordine di grandezza di 25-30 c€. Lo stesso kWh, immesso in rete, ne vale tra 5 e 12. Il conto è evidente. Ogni kWh usato invece che venduto vale indicativamente da 2,5 a 6 volte di più. Per questo l’autoconsumo energetico resta la leva principale.
Spostare i consumi nelle ore di sole
In pratica conviene progettare l’impianto per consumare, non per vendere. Anzitutto sposta lavatrice, lavastoviglie e boiler nelle ore centrali. Poi programma la pompa di calore quando i pannelli producono di più. Un fotovoltaico con accumulo porta l’energia del pomeriggio alla sera. Tuttavia la batteria si ripaga solo se i consumi serali sono davvero alti. Altrimenti diventa una spesa in più.
Alternative al Ritiro Dedicato per famiglie e aziende
Comunità energetiche e Ritiro Dedicato insieme
Il Ritiro Dedicato non esclude altre strade. Infatti è cumulabile con gli incentivi delle comunità energetiche. Tuttavia non è un guadagno automatico. Dipende da quanti membri consumano mentre produci. Prima di aderire, quindi, chiedi numeri concreti sui consumi della comunità.
Trader e PPA per le aziende
In alternativa al GSE puoi vendere tramite un trader. In questo caso aggiorni il contratto di dispacciamento in immissione con Terna. Il trader può offrire prezzi fissi o indicizzati. Per le famiglie, però, il Ritiro Dedicato resta lo strumento standard e più semplice. Per gli impianti aziendali di taglia medio-grande, invece, ha senso valutare anche un PPA fotovoltaico. Prima di confrontare offerte, però, guarda i consumi diurni. Un capannone che lavora di giorno immette poco, quindi il contratto pesa meno della taglia giusta.
Domande frequenti sull’energia immessa
Posso ancora attivare lo Scambio sul Posto?
No, lo SSP resta chiuso per chi è entrato in esercizio dopo il 29 maggio 2025 o ha fatto istanza dopo il 26 settembre 2025.
Il GSE paga l’energia al prezzo della bolletta?
No, il Ritiro Dedicato paga un prezzo di mercato all’ingrosso, che nel 2026 va indicativamente da 5 a 12 c€/kWh.
Quanto vale il prezzo minimo garantito nel 2026?
Per il fotovoltaico vale 4,75 c€/kWh nel 2026, fino a 1.500.000 kWh ritirati dal GSE in un anno.
Quando scade la mia convenzione di Scambio sul Posto?
Dipende dalla data di firma, perché la convenzione non si rinnova oltre 15 anni dalla prima sottoscrizione con il GSE.
Conviene vendere o accumulare l’energia prodotta?
Un kWh autoconsumato vale molto di più, ma una batteria si ripaga solo se i tuoi consumi serali sono davvero alti.
Conviene sovradimensionare l’impianto per vendere di più?
Di solito no, perché ogni kWh immesso in più rende pochi centesimi: l’impianto va dimensionato sui tuoi consumi reali.
Prezzo energia immessa in rete: dove sta il valore
Il prezzo energia immessa in rete oggi è un ricavo accessorio, non il motore della convenienza. Con il Ritiro Dedicato hai un minimo garantito e qualche euro in più nei mesi buoni. Tuttavia ogni kWh consumato in casa vale molto di più. Quindi contano il dimensionamento, gli orari di consumo e l’eventuale batteria.
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