Controllore Centrale d’Impianto (CCI)
Il 5 agosto 2025 ARERA introduce la Delibera 385/2025/R/EEL, che richiede il Controllore Centrale d’Impianto (CCI) per tutti gli impianti fotovoltaici ed eolici connessi in MT con potenza ≥100 kW.
La norma CEI 0-16 guida questo cambiamento e avvicina le reti italiane al modello di rete attiva. Il nuovo quadro crea più affidabilità perché il distributore usa il CCI per leggere i dati e per inviare comandi rapidi. Inoltre, la funzione PF2 permette di modulare o ridurre la potenza da remoto quando il sistema lo richiede. Questo controllo aiuta la rete a gestire meglio l’aumento delle fonti rinnovabili.
La delibera include gli impianti nuovi e quelli già esistenti, perché ognuno deve adeguarsi entro le scadenze fissate da ARERA.
Cos’è il Controllore Centrale d’Impianto (CCI)
Il CCI collega l’impianto fotovoltaico o eolico alla rete di Media Tensione e gestisce sia i dati sia i comandi operativi.
La CEI 0-16 stabilisce le regole tecniche e definisce il CCI come elemento obbligatorio. Il dispositivo misura grandezze come tensione, corrente, potenza attiva e potenza reattiva e invia queste informazioni al distributore.
Inoltre, il gestore invia al CCI un comando PF2 quando serve limitare fino a zero la potenza prodotta.
Questo processo rende l’impianto parte attiva della rete.
La precedente delibera ARERA 540/2021 richiedeva il CCI solo sopra 1 MW, mentre la novità della 385/2025 estende l’obbligo da 100 kW, seguendo gli Allegati O e T della CEI 0-16 per modulazione e trasmissione dati.
Cosa cambia con il Controllore Centrale d’Impianto (CCI)
Impianti coinvolti
- Fotovoltaico ed eolico in Media Tensione
- Potenza ≥ 100 kW (nuovi ed esistenti)
Obblighi principali
- Installazione obbligatoria del Controllore Centrale d’Impianto (CCI)
- Conformità alla CEI 0-16 e agli allegati O e T
- Attivazione della funzione PF2 per modulazione e limitazione da remoto
- Trasmissione continua dei dati al distributore di rete
Obiettivi della normativa
- Rendere gli impianti generatori attivi
- Aumentare stabilità, affidabilità e flessibilità del sistema elettrico
- Gestire in modo ordinato l’aumento delle energie rinnovabili sulla rete
Perché è importante adeguarsi
- L’adeguamento diventa obbligatorio
- Il mancato adeguamento può generare limitazioni, sospensioni o penalità
- Il CCI offre vantaggi operativi e migliori controlli energetici
TABELLA COMPARATIVA
Obblighi prima e dopo la Delibera ARERA 385/2025
| Elemento | Obblighi pre-385/2025 (Delibera 540/2021) | Obblighi post-385/2025 |
|---|---|---|
| Soglia potenza | Obbligo CCI per impianti ≥ 1 MW | Obbligo CCI per impianti ≥ 100 kW |
| Tecnologie coinvolte | Solo fotovoltaico ed eolico connessi in MT sopra 1 MW | Tutti gli impianti FV/eolici ≥100 kW in MT, nuovi ed esistenti |
| Funzione PF2 | Prevista solo per impianti sopra 1 MW | Estesa anche agli impianti ≥100 kW |
| Norma tecnica | CEI 0-16 con requisiti CCI base | CEI 0-16 con requisiti completi (Allegati O e T) |
| Modulazione remota | Limitata a impianti di grande taglia | Estesa a tutti gli impianti ≥100 kW |
| Trasmissione dati al distributore | Obbligatoria solo oltre 1 MW | Obbligatoria da 100 kW con monitoraggio continuo |
| Adeguamento impianti esistenti | Non richiesto sotto 1 MW | Obbligo di adeguamento anche per impianti già attivi ≥100 kW |
| Obiettivo del regolamento | Inizio integrazione reti attive | Estensione completa verso reti attive nazionali |
DOMANDE FREQUENTI (FAQ)
1. Cos’è esattamente il Controllore Centrale d’Impianto (CCI)?
Il Controllore Centrale d’Impianto è un dispositivo che collega l’impianto in Media Tensione al distributore e gestisce dati, comandi e funzioni di modulazione, migliorando controllo, sicurezza e integrazione della produzione rinnovabile.
2. Perché ARERA rende obbligatorio il CCI?
ARERA introduce il CCI per trasformare gli impianti da generatori passivi a soggetti attivi della rete. Questo aumenta stabilità, flessibilità e capacità di assorbire più energia da fonti rinnovabili.
3. Quali impianti devono installare il Controllore Centrale d’Impianto?
Devono installare il CCI tutti gli impianti fotovoltaici ed eolici connessi in Media Tensione con potenza pari o superiore a 100 kW, siano essi nuovi oppure già esistenti.
4. Cosa significa funzione PF2 nel Controllore Centrale d’Impianto?
La funzione PF2 permette al distributore di modulare la potenza dell’impianto fino a ridurla a zero. Viene utilizzata per proteggere la rete e mantenere il corretto equilibrio elettrico.
5. Quali norme regolano il CCI?
Il Controllore Centrale d’Impianto deve rispettare i requisiti tecnici della CEI 0-16, in particolare gli allegati O e T, che definiscono la trasmissione dati e le funzioni di modulazione remota.
6. Gli impianti già attivi devono adeguarsi al CCI?
Sì, anche gli impianti esistenti con potenza pari o superiore a 100 kW devono installare un CCI conforme alla CEI 0-16 entro le scadenze previste dalla delibera ARERA 385/2025.
7. Il CCI modifica il funzionamento quotidiano dell’impianto?
Il Controllore Centrale d’Impianto non altera la produzione ordinaria. Tuttavia, permette interventi rapidi del distributore quando serve limitare o modulare la potenza per garantire stabilità alla rete.
8. Quali vantaggi operativi offre il Controllore Centrale d’Impianto?
Il CCI migliora controllo, monitoraggio e comunicazione con il distributore. Inoltre, riduce rischi operativi legati a sovraccarichi di rete e aumenta l’affidabilità complessiva dell’impianto in MT.
9. Cosa accade se un impianto obbligato non installa il CCI?
La mancata installazione del Controllore Centrale d’Impianto può generare limitazioni operative, blocchi temporanei, mancati allacciamenti o sanzioni, perché l’impianto non rispetta i requisiti imposti dalla normativa ARERA.
10. Il CCI richiede manutenzione periodica?
Il Controllore Centrale d’Impianto necessita di controlli regolari per garantire corretto scambio dati, aggiornamenti software e piena funzionalità della modulazione PF2. Una manutenzione adeguata assicura affidabilità e rispetto delle norme.