Bando Linea Impresa Efficiente: quando il fotovoltaico aziendale prende il 45%
Il bando Linea Impresa Efficiente è la misura di Regione Lombardia che finanzia i progetti energetici delle PMI lombarde. Molti lo riassumono con una cifra: 45% a fondo perduto sul fotovoltaico. Però quella percentuale vale solo per alcune voci. Infatti i pannelli entrano soltanto se accompagnano un intervento di efficienza. In questa guida vedi chi può accedere, quanto ottieni davvero e cosa preparare. Alla fine trovi anche le regole di cumulo con l’iperammortamento.
Indice dei contenuti
- Cos’è e come funziona
- Chi può accedere
- Cosa entra nel progetto
- Quanto vale il contributo
- Requisito del 30% e domanda
- Cumulabilità con iperammortamento
- Domande frequenti
- Da dove partire
Cos’è il bando Linea Impresa Efficiente
Contributo, finanziamento e garanzia insieme
La misura fa parte del programma regionale FESR 2021-2027 e la gestisce Finlombarda. Non è un semplice contributo. Infatti unisce tre strumenti: una quota a fondo perduto, un finanziamento bancario e una garanzia regionale gratuita. Il progetto deve valere tra 100.000 euro e 5 milioni. Il finanziamento copre la parte non coperta dal contributo, fino a 4.250.000 euro. Dura da 3 a 6 anni e il tasso lo decide la banca. Inoltre la Regione garantisce gratis il 70% del prestito.
Sportello aperto fino a esaurimento fondi
Il bando Linea Impresa Efficiente funziona a sportello, non a graduatoria. Quindi le domande avanzano in ordine di protocollo, finché ci sono risorse. Lo sportello ha riaperto il 20 luglio 2026 con regole nuove. Dopo il taglio di inizio 2026 la dotazione è di circa 28,2 milioni di euro, garanzie comprese. A ottobre 2026 la scheda ufficiale lo indica come aperto, senza data di chiusura. Tuttavia la Regione non pubblica quanti fondi restano. Per questo nessuno può garantirti che sarà aperto quando presenterai la domanda. Se le risorse finiscono, scatta una lista d’attesa e poi un avviso di sospensione.
Chi può accedere al bando lombardo
PMI con sede operativa in Lombardia
Il bando è riservato alle PMI secondo la definizione europea, iscritte e attive al Registro Imprese. Serve una sede operativa in Lombardia, che puoi attivare anche prima della concessione. Inoltre servono due bilanci depositati, oppure due dichiarazioni fiscali. Le grandi imprese restano fuori. Infatti una parte delle imprese allacciate in media tensione supera i parametri di PMI. Quindi il primo controllo riguarda la dimensione aziendale, prima ancora del progetto.
Rating e settori esclusi
Poi conta il merito di credito. L’impresa deve rientrare nelle classi da 1 a 10 del Credit Scoring del Fondo Centrale di Garanzia. Restano fuori anche l’agricoltura, salvo le imprese agromeccaniche, e le attività finanziarie e assicurative. Lo stesso vale per le imprese in difficoltà. Fai parte di un gruppo? Allora verifica la dimensione con il commercialista, perché possono contare anche le società collegate.
Fotovoltaico, accumulo e pompe di calore: cosa entra
Il fotovoltaico da solo non basta
Qui sta il punto che molti titoli dimenticano. Il fotovoltaico entra solo insieme a un intervento di efficienza: macchinari più efficienti, oppure LED, domotica e monitoraggio dei consumi. Lo stesso vale per pompe di calore e cogenerazione ad alto rendimento da rinnovabili. Pensa al progetto come a un treno. L’efficienza è la locomotiva, il fotovoltaico è un vagone. Inoltre i pannelli vanno su edifici o strutture già esistenti, quindi niente impianti a terra. Per questo conviene partire dalle verifiche sul tetto industriale fotovoltaico.
Accumulo, diagnosi e spese escluse
Anche l’accumulo fotovoltaico aziendale entra solo accanto agli interventi di efficienza. Però segue un’altra regola: rientra nel regime de minimis, non tra le rinnovabili. Lo stesso vale per diagnosi e consulenze, entro il 10% delle altre voci. Invece restano fuori leasing, beni usati, veicoli, personale interno e manutenzione ordinaria. Trasporto e installazione contano solo se compaiono nelle fatture dei beni. Infine non valgono le fatture sotto i 1.000 euro imponibili.
Quanto vale il contributo: 45%, 20% o 25%
Le percentuali per voce di spesa
Il contributo cambia in base alla voce. Fotovoltaico, pompe di calore e cogenerazione da rinnovabili prendono il 45%. Macchinari, LED e domotica prendono il 20% nelle micro e piccole imprese e il 15% nelle medie. Accumulo, diagnosi e altro termico non fossile prendono il 25%, fino a 250.000 euro. Attenzione però al momento dell’incasso. Il contributo arriva a saldo, a lavori conclusi. L’anticipo riguarda solo il finanziamento bancario. Quindi la liquidità per partire va pianificata da subito.
Un esempio di progetto misto
Facciamo un esempio illustrativo, calcolato sulle percentuali dell’avviso. Una piccola impresa sostituisce macchinari per 200.000 euro e ottiene il 20%, cioè 40.000 euro. Poi installa fotovoltaico sul tetto esistente per 150.000 euro. Al 45% sono 67.500 euro. Infine aggiunge accumulo per 60.000 euro e diagnosi per 20.000 euro, al 25%: altri 20.000 euro. Su 430.000 euro il contributo teorico è di 127.500 euro. Quindi circa il 30%, non il 45%. Resta una stima: il calcolo definitivo spetta all’istruttoria.
Il requisito del 30% e la domanda
Conta solo l’energia autoconsumata
Il bando Linea Impresa Efficiente chiede di ridurre le emissioni climalteranti di almeno il 30%. Il confronto è tra la situazione prima e dopo l’intervento. Infatti le rinnovabili contano solo per la quota di energia che autoconsumi. Un impianto che cede in rete gran parte della produzione aiuta poco. Per questo il dimensionamento parte dai consumi reali, non dalla superficie del tetto. Inoltre la valutazione tecnica premia chi integra rinnovabili e accumulo.
Diagnosi UNI EN 16247 firmata da un EGE
Il bando chiede una diagnosi energetica secondo la norma UNI EN 16247. La firma un tecnico certificato UNI CEI 11339, cioè un EGE, senza legami con l’impresa. Non è una formalità. Infatti è il documento che dimostra il taglio del 30%. Puoi farla prima della domanda, perché vale come lavoro preparatorio. Se hai già un’analisi consumi aziendali, parti avvantaggiato.
Prima la banca, poi la domanda
La domanda va online su Bandi e Servizi, con SPID, CNS o CIE. Però prima ti serve la delibera di finanziamento di una banca convenzionata. Poi alleghi diagnosi e cronoprogramma. Le spese contano dal giorno dopo il protocollo, e gli acconti versati prima non valgono. Quindi non firmare ordini con anticipo prima della domanda. L’istruttoria si chiude entro 120 giorni, salvo integrazioni. Infine hai 18 mesi dalla concessione per i lavori, con proroghe fino a 3 mesi.
Cumulabilità con iperammortamento e Transizione 5.0
Cosa è cambiato dal 20 luglio 2026
Fino all’estate il bando vietava il cumulo con altri aiuti sulle stesse spese. Le domande presentate dal 20 luglio 2026 seguono invece regole nuove. Ora puoi sommare il contributo ad altri aiuti e a misure che non sono aiuti di Stato. Il limite è il 100% dei costi, oltre alle intensità massime previste. Le domande precedenti restano con le vecchie regole.
Iperammortamento sì, PNRR no
Il caso più utile è l’iperammortamento fotovoltaico 180, per investimenti fino al 30 settembre 2028. La maggiorazione è del 180% fino a 2,5 milioni. Inoltre il fotovoltaico deve restare entro il 105% del fabbisogno. Secondo le prime letture, la base dell’iperammortamento si calcola al netto del contributo. Al contrario, il cumulo con misure PNRR è escluso. Il vecchio credito Transizione 5.0 ha esaurito le risorse a novembre 2025. Perciò il calcolo va fatto con il commercialista, progetto per progetto.
Domande frequenti sul bando Linea Impresa Efficiente
Il fotovoltaico da solo è finanziabile?
No. Serve almeno un intervento di efficienza nello stesso progetto, come macchinari più efficienti, LED, domotica o monitoraggio dei consumi.
Il fotovoltaico a terra è ammesso?
No, il bando ammette il fotovoltaico solo su edifici o strutture già esistenti, come il tetto di un capannone già costruito.
Le grandi imprese possono partecipare?
No, la misura è riservata alle PMI con sede operativa in Lombardia, iscritte al Registro Imprese e con due bilanci depositati.
Posso iniziare i lavori prima della domanda?
No, le spese contano dal giorno dopo il protocollo e gli acconti precedenti non valgono. Fa eccezione la diagnosi, che vale come lavoro preparatorio.
Il contributo a fondo perduto arriva subito?
No, il contributo arriva a saldo, a lavori conclusi. Invece l’anticipo riguarda solo il finanziamento concesso dalla banca convenzionata.
Quando chiude lo sportello?
Non esiste una data di chiusura: lo sportello resta attivo fino a esaurimento dei fondi, e la Regione non pubblica il residuo.
Bando Linea Impresa Efficiente: da dove partire
Il bando Linea Impresa Efficiente premia i progetti integrati, non il singolo impianto. Se hai in programma macchinari nuovi o un rifacimento dell’illuminazione, il fotovoltaico può salire sullo stesso treno. Però i numeri devono reggere: almeno 100.000 euro, il 30% di emissioni in meno e una banca disposta a deliberare. In più lo sportello può chiudere in qualsiasi momento.
Con Wisenergy puoi partire da una verifica tecnica su consumi, tetto e quota di autoconsumo. Così capisci se il tuo progetto ha i numeri prima di coinvolgere banca e commercialista.