Fotovoltaico su terreno agricolo: cosa puoi fare oggi in Lombardia dopo la Consulta
Il fotovoltaico su terreno agricolo oggi si muove dentro un divieto preciso e poche eccezioni scritte nella legge. Aspettavi un via libera dalla Corte costituzionale? La risposta è arrivata due volte. E dice la stessa cosa. I pannelli appoggiati a terra in zona agricola restano vietati, salvo casi elencati. Tuttavia il tuo campo non diventa inutile. In questa guida vedi cosa resta possibile, cosa cambia in Lombardia e quali verifiche fare prima di un preventivo.
Indice dei contenuti
- Cosa dice oggi la legge
- Le sentenze della Consulta
- Dove i moduli a terra restano possibili
- Agrivoltaico: la strada per chi coltiva
- La legge lombarda sulle aree idonee
- Le alternative al campo
- Domande frequenti
- Da dove partire
Fotovoltaico su terreno agricolo: cosa dice oggi la legge
Il divieto riguarda solo i moduli a terra
Per il fotovoltaico su terreno agricolo la regola nasce con il DL 63/2024, il cosiddetto DL Agricoltura. Oggi però la trovi in un altro testo. Il DL 175/2025, convertito dalla legge 4/2026, l’ha spostata nell’articolo 11-bis del Testo unico FER. Nella sostanza il divieto resta. In zona agricola i moduli collocati a terra sono ammessi solo nei casi elencati dalla legge. Quindi il divieto non colpisce tutto il solare.
Conta il PGT, non quello che coltivi
Il punto che sorprende molti proprietari è un altro. Per capire se il divieto ti riguarda conta la classificazione nel PGT del tuo Comune. Invece non conta l’uso concreto del terreno. Anche un campo incolto o un suolo degradato per un periodo resta agricolo, se il piano lo classifica così. Il PGT funziona come la carta d’identità del terreno. Per questo la prima verifica parte sempre dall’ufficio tecnico comunale.
Le sentenze della Consulta: perché il divieto resta
Luglio 2026: la sentenza 127
La prima pronuncia è la sentenza 127/2026, depositata il 16 luglio. La Corte ha dichiarato non fondati i dubbi del TAR Lazio sul divieto. Secondo i giudici, il bilanciamento tra transizione ecologica e tutela di paesaggio, suolo e colture non è manifestamente irragionevole. Inoltre la Corte chiarisce un punto pratico. Il divieto riguarda solo i fotovoltaici con moduli a terra, mentre gli agrivoltaici con moduli sollevati restano consentiti.
Ottobre 2026: la sentenza 156 conferma
Il 1° ottobre la Corte ha depositato la sentenza 156/2026. Il caso riguardava le norme statali e una legge della Sardegna, non la Lombardia. La Corte richiama la 127 su questioni del tutto analoghe e conferma la decisione. In più ricorda che anche il paesaggio agrario è paesaggio. Attenzione però a un dettaglio. Le sentenze giudicano la norma del 2024, oggi abrogata. Tuttavia il divieto vigente è rimasto nella sostanza.
Dove i pannelli a terra restano possibili
Vicino a stabilimenti e autostrade
La legge elenca alcune aree agricole dove i moduli a terra restano ammessi. Per un’impresa le più interessanti sono due. La prima comprende le aree entro 350 metri da uno stabilimento industriale. La seconda comprende le aree adiacenti alla rete autostradale entro 300 metri. Prima della legge 4/2026 la fascia era di 500 metri. Quindi non fidarti delle vecchie mappe.
Cave, discariche e impianti esistenti
Altre eccezioni riguardano siti già segnati da attività diverse dalla coltivazione. Parliamo di cave e miniere cessate e di discariche chiuse o ripristinate. Inoltre puoi modificare, rifare o potenziare un impianto esistente, purché l’area occupata non aumenti. In questo caso il revamping fotovoltaico diventa la strada più lineare. Infatti lavori su un sito già occupato e non consumi nuovo suolo.
Comunità energetiche e progetti PNRR
Il divieto non si applica ai progetti finalizzati a costituire una comunità energetica rinnovabile. Lo stesso vale per i progetti attuativi del PNRR e del PNC. Qui però c’è un dubbio aperto. Italia Solare ha chiesto al Ministero se basta una CER da costituire o ne serve una già costituita. Finora non risulta una risposta pubblicata. Prima di progettare, quindi, chiarisci bene il ruolo delle comunità energetiche rinnovabili nel tuo caso.
Agrivoltaico: la strada aperta per chi coltiva
Moduli sollevati e 80% della produzione
In zona agricola l’agrivoltaico è sempre consentito, se i moduli stanno in posizione adeguatamente elevata da terra. L’impianto deve preservare la continuità delle attività colturali e pastorali. In più serve una dichiarazione asseverata di un professionista abilitato. Il documento attesta che l’impianto conserva almeno l’80% della produzione lorda vendibile. Però la legge non fissa un’altezza minima. Le linee guida ministeriali del 2022 indicano solo valori di riferimento tecnici.
Chi lo propone e chi controlla
Oggi la legge nazionale non riserva l’agrivoltaico alle sole imprese agricole. In Lombardia il TAR di Brescia ha annullato la parte della delibera regionale che lo limitava. Poi il Consiglio di Stato ha confermato l’annullamento. La Regione, però, deve ancora fissare nuovi requisiti. Dopo l’installazione partono i controlli. Per cinque anni il Comune verifica che il sito resti adatto all’uso agricolo. Altrimenti scattano sanzioni pecuniarie e ripristino dei luoghi.
Lombardia: cosa cambia con la legge sulle aree idonee
Lo 0,8% della SAU è un tetto
In Lombardia il fotovoltaico su terreno agricolo fa i conti anche con la legge regionale 10/2026, pubblicata sul BURL del 25 maggio. Il 23 luglio il Consiglio dei ministri ha scelto di non impugnarla. La legge non tocca il divieto statale. Invece fissa un limite al consumo di suolo. Le aree agricole per impianti rinnovabili e accumuli non superano lo 0,8% della SAU regionale.
Soglie comunali e maggiorazioni per imprese
Esistono poi due soglie locali: il 3% della SAU comunale e il 2% di quella provinciale. Raggiunta la soglia regionale o comunale, le nuove istanze di fotovoltaico al suolo e agrivoltaico diventano improcedibili. Il Comune può alzare la propria soglia fino al 5% per autoconsumo industriale, servizi pubblici e CER. Per le imprese energivore può arrivare al 10%. Attenzione: sono maggiorazioni della soglia, non deroghe al divieto.
Cosa manca ancora
La legge chiedeva alla Giunta mappe e requisiti per l’agrivoltaico entro 60 giorni. Finora non risultano approvati. Nel conteggio della SAU l’agrivoltaico pesa con un coefficiente di 0,8. Inoltre va attestato con una dichiarazione agronomica asseverata o tramite un CAA.
Azienda agricola o impresa: le alternative al campo
Tetti di stalle, fienili e capannoni
Vuoi ridurre la bolletta aziendale? Spesso il campo non è la prima scelta. Hai già superfici pronte: stalle, fienili, magazzini e tettoie. Sul tetto il divieto dei moduli a terra non entra in gioco. Inoltre non consumi SAU e non pesi sulle soglie del tuo Comune. Il fotovoltaico capannoni industriali ti aiuta a stimare quanto vale una copertura. C’è anche un tema fiscale da valutare con il commercialista.
Aree industriali e autoconsumo aziendale
Per un’impresa la legge regionale indica altre strade. Infatti considera idonee le aree industriali e terziarie, le aree dismesse non residenziali, le cave esaurite e le discariche. Tetti e parcheggi, invece, sono idonei già per legge statale. Un impianto fotovoltaico industriale resta quindi la scelta più diretta per l’autoconsumo. Così produci energia dove la consumi, senza intaccare la soglia SAU del Comune.
Domande frequenti su fotovoltaico su terreno agricolo
Posso mettere pannelli a terra sul mio campo agricolo?
Di regola no, se il PGT classifica il terreno come agricolo, salvo eccezioni come cave, fasce di 350 e 300 metri e CER.
La sentenza 156/2026 cambia qualcosa rispetto a luglio?
No, conferma la sentenza 127/2026 e ribadisce che il divieto riguarda solo i moduli a terra, non gli agrivoltaici sollevati.
Che altezza devono avere i moduli agrivoltaici?
La legge chiede solo una posizione adeguatamente elevata, mentre le linee guida ministeriali del 2022 danno valori tecnici di riferimento.
Un’azienda agricola può fare autoconsumo con pannelli a terra?
Non esiste un’eccezione nazionale per l’autoconsumo, quindi valgono le stesse regole, mentre tetti e agrivoltaico restano possibili.
Il rifacimento di un vecchio impianto a terra è possibile?
Sì, puoi modificare, rifare o potenziare un impianto esistente, a patto di non aumentare l’area occupata.
In Lombardia esiste un limite sui terreni agricoli?
Sì, lo 0,8% della SAU regionale e il 3% di quella comunale, con maggiorazioni che solo il Comune può decidere.
Fotovoltaico su terreno agricolo: da dove partire
Il fotovoltaico su terreno agricolo oggi è una strada stretta, ma non del tutto chiusa. Ogni caso dipende da PGT, vincoli, distanze e soglia SAU del Comune. Nessuno può prometterti un’autorizzazione rapida. Spesso, però, la soluzione più solida sta sul tetto della stalla o del capannone.
Tre verifiche prima del preventivo
Prima di tutto controlla come il PGT classifica il terreno. Poi verifica distanze ed eccezioni: stabilimenti entro 350 metri, autostrade entro 300, cave, discariche o impianti esistenti. Infine chiedi al Comune a che punto è la soglia SAU. Se è piena, anche un progetto corretto si ferma. Wisenergy può aiutarti a fare queste verifiche e a confrontare le alternative con i tuoi consumi reali. Così parti da dati certi, non da speranze.