Skip to main content

Domanda bonus colonnine domestiche: come presentarla su Invitalia senza errori

La domanda bonus colonnine domestiche è la richiesta online con cui ottieni un contributo a fondo perduto per la wallbox di casa. La gestisce Invitalia per conto del MIMIT. Vale l’80% della spesa, entro un tetto preciso. Però si perde spesso per un dettaglio formale. Una fattura sbagliata o un modello fuori elenco bastano. Per questo qui trovi la checklist da fare prima del preventivo, la procedura passo passo e gli errori da evitare.

Indice dei contenuti

Domanda bonus colonnine domestiche: cosa copre

L’80% della spesa, con un tetto preciso

Con la domanda bonus colonnine domestiche chiedi l’80% delle spese di acquisto e posa in opera. Rientrano anche impianto elettrico, opere edili necessarie e collaudi. Il tetto è di 1.500 € per persona fisica. In pratica, con 1.875 € di spesa ammissibile arrivi già al massimo. Oltre, il contributo resta fermo. Invece imposte, consulenze, autorizzazioni e costi di esercizio restano fuori. Per il quadro generale degli altri aiuti, leggi la guida sulle colonnine ricarica incentivi.

Chi può chiederlo e chi resta escluso

Possono chiederlo le persone fisiche residenti in Italia e i condomini. Invece ditte individuali e società sono escluse. Quindi non puoi presentare la richiesta a nome della tua impresa. Inoltre la ricarica deve restare a uso privato. Non deve essere accessibile al pubblico. Anche l’area deve essere nella tua piena disponibilità.

Le date che decidono se hai diritto al bonus

Acquisto e prima fattura dopo il 26 giugno

La misura vale per le spese dal 26 giugno 2026. Quelle precedenti non sono ammesse. Attenzione: anche la prima fattura deve essere successiva. Quindi un acconto fatturato a maggio fa saltare tutto. Non conta che l’installazione arrivi dopo. Prima di firmare, perciò, controlla la data di ogni fattura prevista.

Installazione completata entro il 31 dicembre

Lo sportello 2026 copre le installazioni completate tra il 26 giugno e il 31 dicembre 2026. Comprare la wallbox non basta. Serve l’installazione finita. E se chiudi i lavori a gennaio 2027? In quel caso conta l’anno in cui termina l’installazione. Di conseguenza fai domanda sullo sportello 2027, che aprirà con un nuovo decreto.

Sportello in ordine di arrivo, fino al 2030

Lo sportello è aperto dalle 12:00 del 22 settembre 2026 alle 12:00 del 31 gennaio 2027. Però vale solo salvo esaurimento delle risorse. Per il 2026 ci sono 15 milioni di euro. Le domande si esaminano in ordine cronologico, come i numerini al banco del pane. Inoltre in poco più di una settimana è stata richiesta quasi metà dei fondi. Se finiscono, il MIMIT lo comunica con un avviso sul suo sito e lo sportello chiude prima. Tuttavia la misura prosegue con uno sportello all’anno fino al 2030.

Quale wallbox è ammessa: l’elenco GSE

Nuova, privata e con dichiarazione di conformità

La wallbox deve essere nuova di fabbrica, acquistata e installata in Italia. Poi serve la dichiarazione di conformità dell’installatore, secondo il DM 37/2008. Però non basta. Per il 2026 il dispositivo deve comparire nell’elenco GSE vigente alla data della domanda. È come la lista all’ingresso di una festa. Se il modello non c’è, resti fuori. Per gli sportelli successivi, invece, le regole tecniche arriveranno con i rispettivi decreti.

GDC o NO GDC: cosa cambia col fotovoltaico

Il GSE pubblica due elenchi, GDC e NO GDC. Basta essere in uno dei due. Il 21 settembre il GSE li ha aggiornati con nuovi modelli. GDC significa gestione dinamica del carico. In pratica la wallbox regola la potenza in base a quella disponibile. Così convive meglio con i contratti da 3 o 6 kW e con i pannelli sul tetto. Approfondisci nella guida wallbox fotovoltaico. Per la potenza, parti dalla ricarica auto elettriche casa.

Documenti da preparare prima della domanda

Fattura XML e pagamenti tracciabili

Ti serve la fattura elettronica in formato XML. La scarichi dalla tua area riservata dell’Agenzia delle Entrate. Altrimenti il fornitore può darti la copia XML. Poi allega gli estratti conto con i pagamenti. Devono partire da un conto intestato a te, con bonifico o carta intestata. Niente contanti. Inoltre il decreto esclude le spese pagate con un finanziamento. Quindi niente rate tramite finanziaria, anche se il fotovoltaico lo finanzi.

Conformità, attestazione, PEC e conto

Allega la dichiarazione di conformità dell’installatore. Poi compila il modulo di attestazione dei requisiti, che scarichi dal sito Invitalia. Servono anche documento d’identità, codice fiscale e coordinate bancarie. Infine ti serve una PEC attiva. Sembra burocrazia minore. Invece, se manca un solo documento, la domanda bonus colonnine domestiche diventa improcedibile. Se installi anche il fotovoltaico, chiedi una fattura della wallbox separata, con voci distinte, e pagala a parte.

Come si presenta la domanda su Invitalia

Accesso con SPID, CIE o CNS

La domanda si presenta solo online. Entri nell’area riservata di Invitalia con SPID, CIE o CNS. Poi, nella scrivania personale, scegli “Bonus colonnine domestiche”. A quel punto compili il modulo guidato. Altri canali non sono ammessi. Inoltre il numero verde 800 77 53 97 risponde dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 18.

Ricevuta, istruttoria e tempi del contributo

Alla fine il sistema rilascia una ricevuta di registrazione. Conservala. Poi Invitalia verifica completezza, forma e requisiti, in ordine di arrivo. La concessione arriva entro 90 giorni dalla chiusura dello sportello. Quindi non conta la data del tuo invio. Successivamente il contributo arriva in un’unica soluzione. Per questo non aspettarti soldi in tre mesi dalla domanda.

Gli errori che rendono la domanda improcedibile

Gli errori tipici sono prevedibili. Per esempio una prima fattura prima del 26 giugno. Oppure un modello fuori elenco GSE. Poi i pagamenti in contanti o con finanziamento. Infine una fattura senza XML o una PEC non attiva. Anche il cumulo è un rischio: la stessa spesa non può avere altre agevolazioni, comprese quelle fiscali. Se la domanda bonus colonnine domestiche risulta improcedibile, puoi presentarne una sola ulteriore.

Bonus colonnine in condominio: cosa cambia

Delibera, amministratore e uso collettivo

In condominio il tetto sale a 8.000 € per l’installazione sulle parti comuni. In pratica lo raggiungi con 10.000 € di spesa ammissibile. La ricarica serve i condomini, con uso collettivo e non pubblico. Inoltre servono il codice fiscale del condominio e i dati dell’amministratore. Nei condomini fino a 8 partecipanti può agire un condomino delegato. Soprattutto serve la delibera assembleare, con la dichiarazione che non è stata impugnata.

Domande frequenti sulla domanda bonus colonnine domestiche

Vale una wallbox comprata prima del 26 giugno 2026?

No, le spese anteriori al 26 giugno 2026 non sono ammesse, nemmeno se installi la wallbox dopo quella data.

Posso pagare la wallbox con un finanziamento?

No, il decreto esclude le spese pagate tramite finanziamento: servono bonifico o carta da un conto intestato a te.

Il bonus è cumulabile con la detrazione fiscale?

No, la stessa spesa non può ricevere il bonus e un’altra agevolazione nazionale, regionale o europea, comprese quelle fiscali.

Ho una ditta individuale: posso fare domanda?

No, ditte individuali e società non rientrano tra i beneficiari, che sono le persone fisiche residenti in Italia e i condomini.

Quante domande posso presentare?

Una sola; se risulta improcedibile, puoi presentarne un’altra entro la chiusura dello sportello e nei limiti dei fondi.

Quando arriva il contributo?

La concessione arriva entro 90 giorni dalla chiusura dello sportello; poi il contributo viene erogato in un’unica soluzione.

Se installo a gennaio 2027 perdo il bonus?

No, conta l’anno in cui finisce l’installazione: farai domanda sullo sportello 2027, che aprirà con un nuovo decreto.

Domanda bonus colonnine domestiche: muoviti prima di installare

La domanda bonus colonnine domestiche si gioca prima dei lavori, non dopo. Quindi parti dal preventivo: date, modello in elenco GSE e pagamenti tracciabili. Poi guarda la casa nel suo insieme. Una wallbox con gestione dinamica del carico lavora meglio con contatore e fotovoltaico. Il bonus aiuta. Però non sceglie la wallbox al posto tuo.

Se vuoi un sopralluogo, Wisenergy verifica potenza disponibile, posizione e dialogo con l’impianto solare. Trovi il servizio nella pagina sull’impianto ricarica veicoli. Non possiamo garantirti i fondi, che vanno in ordine di arrivo e possono finire prima del 31 gennaio. Possiamo però aiutarti a preparare la parte tecnica senza errori formali.